L'MCC è un modello per l'analisi delle molteplici dimensioni implicate
nella percezione interpersonale.
Il sistema è stato sviluppato partendo dal Modello MQ elaborato dal Prof. Massimo Buscema del Semeion. Nella realizzazione e sperimentazione del modello ho fatto riferimento, in particolare, alla Teoria dei Costrutti Personali di George A. Kelly (Kelly, 1955), soprattutto in riferimento al postulato fondamentale della Teoria:
“ Lo sviluppo della persona è canalizzato dal punto di vista psicologico dalle modalità con cui anticipa gli eventi ” [George A. Kelly].
Il modello MCC osserva la persona, nel suo insieme, come un sistema complesso e ne considera la natura processuale della sua vita psicologica.
Con il termine costrutto, in accordo alla impostazione data da Kelly, si intende l'unità elementare di discriminazione attraverso la quale si attua il processo di costruzione della realtà. Il costrutto è dunque una dimensione di senso, un asse di riferimento, un criterio fondamentale di valutazione che può essere esplicitamente formulato o implicitamente agito, verbalmente espresso o totalmente inarticolato, pensato o semplicemente sentito ma che, in ogni caso, permette di riconoscere due cose come simili e, allo stesso tempo, differenti da una terza.
I costrutti sono, in sintesi, le chiavi di lettura che rendono il mondo intelligibile: se non disponessimo di tali criteri di discriminazione il fluire degli eventi ci apparirebbe indifferenziato e privo di significato (Kelly, 1955, p. 9).
Oltre alla teoria dei costrutti personali di Kelly, il modello MCC nasce dalla riflessione su contributi scientifici portati da diverse teorie e tradizioni
di ricerca quali, ad esempio, lo Strutturalismo,
con particolare riferimento alla linguistica strutturale e alll'analisi
dei ruoli attanziali di Greimas, la teoria dei Sistemi
Autopoietici di Maturana e Varela, i modelli matematici
di morfogenesi e la Teoria delle Catastrofi di René Thom, i sistemi a Reti
Neurali Aritificiali e la nuova Natural Computation.
Il sistema di simulazione ed analisi è ancora in fase di studio e di perfezionamento, ci sto ancora lavorando. Le sue potenzialità
d'impiego vanno dall'analisi del rapporto di coppia, dove i differenziali percettivi sono focalizzati nelle dinamiche di relazione tra due individui, all'analisi
qualitativa e quantitativa della struttura comunicativa di un nucleo famigliare
o di un team di lavoro.
In estrema sintesi,
l'MCC permette di analizzare
e riprodurre dinamicamente le dinamiche di alcune strutture cognitive di un individuo in relazione al proprio
contesto di riferimento (coppia, famiglia, team di lavoro, gruppo di amici
) e di evidenziare quanto e come le sue percezioni e le sue ipotesi
sugli altri (i suoi costrutti relazionali e cognitivi, le sue anticipazioni sugli effetti futuri del suo comportamento), articolate in 14 dimensioni, generano quella che potremmo
definire la sua struttura relazionale e cognitiva e l'eventuale "disagio"
anche non manifesto.
Le 14 dimensioni
esplicitate dal modello permettono di ricostruire le "logiche"
generate da un individuo nel formulare ipotesi sul proprio mondo e
sui mondi di altri individui e, quindi, di prevedere l'evoluzione del
suo spazio relazionale.
In seguito
ad elaborazioni effettuate tramite le metodologie dell' Artificial
Intelligence, il modello è in grado di articolare
un report dettagliato organizzato intorno a dimensioni fondamentali quali,
ad esempio:
Dimensioni relazionali maggiormente inibite o eccitate |
Disagio
relazionale anche non manifesto |
Capacità
di controllo sull'immagine dell'altro |
Capacità di controllo sulla propria immagine |
Similarità
o diversità dei codici relazionali |
Complessità
interna dell'individuo |
Cecità
affettivo-cognitiva |
Di seguito
sono riportate alcune delle schermate prodotte dal sistema, dalla costruzione
del questionario (dinamico e funzione dei dati inseriti dagli utenti)
alla visualizzazione di alcuni risultati delle analisi effettuate:



|